La Riforma che non c’è

gennaio 9, 2009 § Lascia un commento

La riforma Tremonti-Gelmini tarda ad essere definita dai decreti attuativi. Mancano meno di due mesi alla chiusura delle iscrizioni (salvo altre proproghe) e ancora non è chiaro “in alto” e “in basso” come sarà la scuola di settembre 2009.
Intanto, parte la realizzazione delle LIM (Lavagne Interattive Multimediali), dai costi esagerati [in questa fase sono garantite 8.000 lavagne!), tardano ad arrivare (ma arriveranno???) i fondi per il pagamento delle ore eccedenti e per le supplenze, passa la riforma dell’università, ma nella scuola secondaria di primo grado ancora tutto tace.
Chi ha seguito l’iter della riforma Tremonti-Gelmini ha ormai capito che si spara alla cieca, senza un obiettivo vero: la proposta di settembre infatti escludeva del tutto la scuola secondaria di primo grado, poi ci sono stati gli scioperi, le manifestazioni, i dissensi, ed ecco magicamente sparire la riforma della primaria, il taglio delle scuole “piccole” (a bassa utenza) e comparire invece una riforma di cui NULLA si diceva per iscritto.
Ad oggi non si conosce ancora l’articolazione delle 30 ore, però si sa che -qualora le scuole volessero attivarsi per le 36 (seconda ed ultima opzione) dovrebbero farlo contando soltanto sulle forze già in campo (ovvero l’organico di diritto del 2008-09).
Con questo governo non c’è da stupirsi, del resto, se soltanto si guarda a quello che sta succedendo per Alitalia, cavallo di battaglia della campagna elettorale di centro-destra, grottescamente tornata nelle mani dei franco-olandesi: ma non era il progetto che Berlusconi ha contrastato per mesi???
Quindi, il governo, non potendo mettere mano alla riforma scolstica così come era stata presentata il 1.9.2008, perché sarebbe stato esposto ad un fuoco incrociato (sindacato-genitori) di cui s’è vista una manifestazione il 30 ottobre, ha virato -potere della finanza creativa- sulla ex-scuola media, per la quale nulla si era detto e previsto.
Il tempo passa, le riforme si sprecano e con loro i soldi (sarebbe da menzionare lo sperpero per attrezzarsi alla Riforma-Moratti, quella del portfolio che non c’è mai stato ma che ha fatto ‘mangiare’ vagonate di euro in corsi di formazione e commissioni) che potrebbero invece garantire una didattica tradizionale, autonoma e qualificata.

A proposito di qualifiche: quando avremo finalmente un ministro della pubblica istruzione che abbia prestato almeno un giorno di lavoro proprio nel comparto scuola? è così difficile essere governati ed indirizzati da persone competenti???

Nota aggiornata della FlCgil.

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