Cittadinanza e costituzione: a quando la parola definitiva?

novembre 15, 2009 § 2 commenti

In una recente intervista al Corriere della Sera, il ministro Gelmini ha affermato:

Cittadinanza e Costituzione non sarà una materia a sé stante, non darà luogo a un voto né prevederà un testo base.

Fin qui nulla di male, se non che quest’arguta osservazione è arrivata “fuori tempo massimo”, ovvero quando ormai sono stati fatti tutti gli aggiustamenti possibili di cattedra, sono stati assecondati i suggerimenti delle case editrici, gli insegnanti hanno iniziato a insegnare la materia secondo le indicazioni della Riforma.

Ancora una volta non è chiaro fino a che punto si stia navigando a vista: manca una politica d’insieme. Piuttosto siamo sempre in balìa di capricci ora di un governo ed ora di un altro. Peccato che poi a farne le spese sono i lavoratori che perdono posti di lavoro, le famiglie che vedono aumentare i dubbi sul futuro dei loro figli, gli alunni stessi a cui manca un solido piano formativo.

O tempora, o mores!

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§ 2 risposte a Cittadinanza e costituzione: a quando la parola definitiva?

  • alessandra ha detto:

    Voto sì, anzi no…materia a sè stante per un’ora settimanale, anzi no: inserita in storia e geografia ( come da sempre l’educazione civica) …e noi prepariamo programmazioni, sfogliamo testi, approntiamo lezioni e verifiche e addirittura i più diligenti hanno già predisposto la scheda di valutazione finale con la “nuova” materia, cittadinanza e costituzione. Ed ora veniamo a saper da UN’INTERVISTA che il voto non c’è??? Ma si rende conto la nostra cara ministra di come ci fa lavorare? A settembre informiamo i genitori di queste novità e a novembre ritrattiamo? Ma come pensiamo di apparire seri ed affidabili, persone, insegnanti, adulti, amministratori seri ed affidabili, agli occhi dei nostri ragazzi?

    • arnaut ha detto:

      Come spesso accade (vedi anche la questione dell’INGLESE POTENZIATO) i politici si fanno belli davanti alle telecamere approfittando dell’ignoranza delle persone e nascondendo i conti. Poi alla fine la faccia ce la mettono gli insegnanti “fannulloni” che devono fare i conti con la scuola reale. Il motto è sempre quello del Gattopardo: Tutto cambi perché niente cambi. Ma si tratta soltanto di bieca demagogia, che purtroppo attrae gli sprovveduti. Chi si sforza di dire la verità è poi un eversivo. Resistere, resistere, resistere!!!

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