Cominciano le pressioni e le bugie

settembre 14, 2009 § Lascia un commento

La Ministra Gelmini si adegua alla campagna annunciata da Berlusconi, il suo datore di lavoro (perché di certo io come cittadino italiano non le ho dato nessun mandato), e lancia bordate a sinistra.

L’intervista riportata dal quotidiano La Repubblica fa trasparire l’atteggiamento poco conciliante: la sinistra pare aver soffiato sulla Riforma cospirando per farla fallire.
E’ al contrario una riforma che nasce sconfitta in partenza: il fatto che molti Dirigenti in piena autonomia abbiano optato per i moduli nella primaria piuttosto che il maestro prevalente/unico è il segno che chi la scuola la conosce sul campo sa benissimo che la qualità del servizio si basa su un impiego oculato di risorse, non su tagli indiscriminati volti soltanto a fare cassa. Nelle realtà con 20-25 bambini, molti da alfabetizzare, molti da seguire perché anticipatari, l’insegnante unico rischierebbe semplicemente di fare il guardiano e non il suo mestiere di educatore e formatore di nuove personalità.

Si potrebbe glissare sulla questione della “sinistra che ha terrorizzato per mesi le famiglie”, ma non è il caso di farlo.
La Scuola è infatti il nodo nevralgico di tutto uno stato, perché dalla Scuola nascono le classi dirigenti del futuro. Investire poco, quasi nulla, nella scuola significa voler lasciare il popolo tutto nella sua ignoranza, che poi significa anche manovrabilità.
Invece è necessario studiare che Berlusconi non è stato il più grande statista degli ultimi 150 anni (come lui sostiene: quello è terrorismo psicologico! Per un attimo, dopo averla sentita, quella notizia mi ha scaraventato in un Paese non mio, dove non c’erano stati Cavour, Giolitti, De Gasperi, Togliatti …), che la censura esiste (vedi Ballarò). Purtroppo per la Gelmini, e per il suo datore di lavoro, l’art.21 della Costituzione esiste: gli insegnanti possono parlare -criticamente!- di politica, anche quando le loro idee sono fortunatamente lontane da quelle del Ministero e del Governo.

Là dove invece si dovrebbe intervenire, rivedendo gli accordi Stato-Chiesa oggi anacronistici in una Nazione con 30% e oltre di alunni non cattolici nelle scuole rendendo quindi l’IRC l’unica vera materia facoltativa (e sarebbe un grande vantaggio organizzativo perché non si spezzerebbero classi, né si ricercherebbero formule di risulta per garantire qualcosa in più della sorveglianza) la Gelmini ed il governo non intervengono: in fondo la Chiesa fa sempre comodo in un momento in cui le bizze del Cavaliere hanno messo a nudo qualche crepa.

Aspettiamo riforme vere e apertura mentale, ci passano pressioni e diktat inaccettabili.

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