Se il buongiorno si vede dal mattino

settembre 13, 2009 § Lascia un commento

Domani, 14 settembre, inizierà l’anno scolastico 2009-10.
Come? All’insegna dei tagli, delle incognite, delle illusioni.

scuola-sbadiglio-bambini

Tagli. A fronte di un numero sempre crescente di studenti, in particolare stranieri, la Scuola non aumenta il numero degli insegnanti, anzi li taglia. In particolare nella Scuola Secondaria di Primo Grado la possibilità dei moduli a 30 o a 36 ha fatto segnare un notevole successo, … per il Ministero delle Finanze! La maggior parte delle scuole ormai non può che offrire le 30, a discapito di quegli alunni di terza e seconda che avevano cominciato con un modulo oscillante fra le 32 e le 34 ore e che ora si trovano a subire dei tagli sulla loro formazione. A discapito di quelle migliaia di insegnanti che si ritrovano a casa. Queste incertezze si sono ripercosse sulle nomine, tutte ritardate: e la didattica? Cosa importa! Intanto c’è stato un bel risparmio per continuare le missioni in Afghanistan, per continuare a mantenere le auto blu, per continuare a riempire quei buchi lasciati dai troppi evasori fiscali. Per non parlare poi del miraggio delle 40 ore alla scuola primaria: pochissime scuole riescono a garantirle mantenendo anche le compresenze, quindi classi da 28-30 alunni, insegnante unico. Poi parlano di qualità.

Incognite. “Cittadinanza e costituzione” è la nuova materia che prende il posto nell’area storico-geografica (quindi diciamo al posto di un’ora di storia o geografia; paradosso: un insegnante con le 4 ore di storia e geografia e cittadinanza darà 3 voti in pagella, contro un insegnante di italiano, 6 ore, che ne darà 1! Del resto la modularità della cattedra di italiano, permette questi giochi arditi: 6+6+6 oppure 6+4+4+4). Si tratta indubbiamente di un doppione di tutto quello che già si spiegava nei programmi di storia e di geografia, nonché di antologia. Insomma, una bella invenzione da gestire con le molle.

Illusioni. Sarà l’anno in cui magari riusciremo a capire come gestire il voto in condotta (i criteri rilasciati lo scorso gennaio ’09 fanno acqua da tutte le parti) e la prova nazionale. Il problema della valutazione, anche di quella degli insegnanti, è pronto da affrontare: ci vuole però molta più serietà e molti meno pregiudizi. Una bella sfida, una pia illusione.

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